Servizio Clienti 0836.575920

Cupertinum dop. il cuore del negroamaro, una narrazione insolita e creativa che racconta vino, territorio, cultura e ambiente.

Nel vivace giornale si raccolgono interviste imperdibili a tre grandi personalità del mondo dell’arte, grafica elegante, bellissime foto, il racconto di vini di alta qualità e altre curiosità. Una narrazione insolita e creativa che racconta vino, territorio, cultura e ambiente? C’è, è Cupertinum Dop, Il cuore del Negroamaro, giornale di riflessione della Cupertinum, cantina di Copertino, dove esperti, critici e intellettuali si interrogano sull’importanza del rapporto tra microcosmi e alta qualità. Una maniera per ripensare l’agricoltura e la vitivinicoltura in termini nuovi, creando collegamenti e proposte innovative. Quest’anno Cupertinum Dop. Il Cuore del Negroamaro sonda il rapporto tra microcosmi, alta qualità e creatività. L’alta qualità in ambito enoico e gastronomico è legata al territorio di origine. Più definito è il territorio più abbiamo garanzie di qualità del prodotto. La tracciabilità massima dei prodotti della terra è anche sinonimo di sicurezza e trasparenza. Dobbiamo riuscire a conoscere i terreni di produzione fino al metro quadrato. “Piccolo il podere, minuta la vigna, perfetto il vino”, scriveva, già negli anni Sessanta, Luigi Veronelli. Quali sono le connessioni tra terroir e creatività e cultura? Lo abbiamo chiesto a intellettuali internazionalmente riconosciuti, che sono nati o ben conoscono i microcosmi Copertino e Salento, e capaci di stimolanti collegamenti: Francesca Alfano Miglietti, scrittrice, teorica d’arte, curatrice di mostre innovative come “Rosso Vivo”, realizzata al Pac di Milano; Fabio Novembre, designer di fama mondiale e di origine copertinese, Don Pasta Selecter, chef, economista e dj-musicista, di stanza a Tolosa, ma con radici salentine. Importanti anche le interviste all’enologo Giuseppe Pizzolante Leuzzi, sui vini del sud e i rapporti tra qualità e mercato; al neo-senatore Dario Stefàno, sul suo lavoro pluriennale come assessore regionale alle Risorse Agricole; al sindaco di Copertino Giuseppe Rosafio, sull’importanza del rapporto tra locale e globale. E poi ancora: la pignola descrizione organolettica dei vini copertinesi, il viaggio sensoriale di una degustazione al buio, ed altre narrazioni, il tutto abbinato alle fotografie superlative di Raffaele Puce, che calibra l’immaginazione di Luigi Ghirri e Ugo Mulas, con un personalissimo occhio salentino/planetario. Leggiamo dall’editoriale: “Microcosmi: luoghi che potrebbero sembrare insignificanti senza il concreto apporto dell’intelligenza e della sensibilità di una mente allenata a rilevare i particolari: milioni di causa ed effetto che possono rendere indimenticabile e unica l’esperienza del particolare, come le sfaccettature di una pietra preziosa. Nei microcosmi ontogenesi e filogenesi si confondono. I luoghi sono gomitoli del tempo che si è avvolto su se stesso. Nel comporre Cupertinum Dop. Il cuore del Negroamaro abbiamo cercato di sdipanare questi fili, disfare come Penelope il tessuto della Storia. Diversi fili conduttori tessono la trama del giornale e accompagnano il lettore: i rapporti fra territorio e senso del tempo, l'identità e il suo divenire, il continuo attraversamento di confini d'ogni settore vivo del territorio salentino e copertinese in particolare. Alla scoperta di luoghi circoscritti, via via più piccoli. Dalla descrizione del paesaggio – anche nei dettagli più sfuggenti – al racconto delle esistenze minime o grandi, dei destini, delle passioni, delle vicende che lo hanno segnato. Una narrazione randagia e fluttuante – fatta di dichiarazioni, interviste, analisi, idee, progetti – che segue un suo percorso nascosto, come la corrente di un fiume sotterraneo, ma che sgorga alla superficie del microcosmo Copertino con le sue peculiarità”. Nel 2011, con il Corriere del Viticoltore, la Cupertinum aveva raccolto i racconti di vecchi e giovani viticoltori, con riflessioni e memorie. Un serio lavoro di inchiesta tra sociologia e narrazione. Nel 2012, Cupertinum Doc, aveva invece intervistato i copertinesi Antonio Prete, filosofo, Giuliano Sangiorgi, il musicista/cantante, lo scrittore Raffaele Nigro, e poi Duccio Armenio, Franco Maria Ricci, Pierluigi Gorgoni, Gigi Brozzoni, Francesco Muci e Francesco Falcone, tra i massimi critici e degustatori. Un nuovo concetto di paesaggio attraversa le pubblicazioni della Cupertinum: è ricerca di un’alleanza che rende possibile la valorizzazione del territorio senza dissipazione delle sue risorse; è ricerca che ci indica la relazione tra natura, storia, memoria, agricoltura, turismo, economia, e dove il vino e la viticoltura hanno la loro centralità. Se la validità delle basi della cooperazione va vivificata ogni giorno per essere all’altezza delle sfide – per nulla facili – che deve affrontare nel presente e nel futuro, Cupertinum Dop è sulla buona strada. Vino, cultura, intelligenze!

scarica qui la rivista in pdf